Il Chupacabra, il succhiacapre

Creatura con aculei sulla schiena e occhio rosso accovacciata su un recinto di una fattoria sotto la luna

Il suo nome significa letteralmente “succhiacapre”. Il Chupacabra è forse il mostro più giovane del folklore moderno: non arriva da antiche leggende, ma dalle cronache degli anni Novanta, e in pochi anni è passato dai Caraibi a mezzo continente americano.

Cosa sostiene la teoria

Esisterebbe una creatura sconosciuta che di notte attacca capre, pecore e galline, lasciando piccoli fori nel collo e prosciugando il sangue delle vittime. Le descrizioni parlano di un essere bipede alto circa un metro, con grandi occhi scuri e una cresta di aculei sulla schiena. Per alcuni sarebbe un animale alieno, per altri il frutto di esperimenti genetici segreti.

Dove è nata

Nel marzo 1995 a Porto Rico furono trovate otto pecore morte con strane ferite. Nell’agosto dello stesso anno una testimone, Madelyne Tolentino, descrisse la creatura in modo dettagliato e il suo racconto divenne l’identikit ufficiale del mostro. Da lì gli avvistamenti si moltiplicarono in Messico, in America Latina e negli Stati Uniti.

Perché affascina

Il Chupacabra unisce la paura ancestrale del vampiro a quella moderna dei laboratori segreti. È un mostro “di campagna”, vicino alla vita quotidiana di chi alleva animali, e ogni nuovo caso misterioso sembra confermarne l’esistenza.

Cosa ne pensa il resto di internet

Il ricercatore Benjamin Radford, nel libro Tracking the Chupacabra (2011), ha notato che la descrizione della testimone somiglia moltissimo a Sil, la creatura aliena del film Species, uscito proprio nel 1995 e che lei stessa aveva visto. Le “carcasse di Chupacabra” trovate in Texas negli anni Duemila sono risultate essere coyote, cani o volpi colpiti da una grave forma di rogna, che fa perdere il pelo e li rende irriconoscibili. Ma la leggenda continua a correre.

Nota di Idee Confuse: qui raccontiamo teorie che circolano su internet, per curiosità e senza giudicarle. Raccontarle non significa che siano vere: prendetele per quello che sono, idee molto ma molto confuse.

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