Viviamo in una simulazione? La teoria che piace ai filosofi (e a Elon Musk)

Illustrazione di una strada cittadina che ai bordi si dissolve in pixel e codice

Un déjà vu, una coincidenza troppo perfetta, un oggetto che sembra sparito e poi ricompare dove l’avevate già cercato. Per alcuni sono solo stranezze della vita. Per altri sono bug: piccoli errori del programma in cui viviamo.

Cosa sostiene la teoria

L’universo, noi compresi, sarebbe una simulazione al computer creata da una civiltà molto più avanzata. Un po’ come i personaggi di un videogioco che non sanno di esserlo. Le leggi della fisica sarebbero le regole del codice, la velocità della luce un limite di calcolo, e le stranezze della meccanica quantistica un modo per risparmiare memoria: le cose si “definiscono” solo quando qualcuno le osserva.

Dove è nata

L’idea che il mondo possa essere un’illusione è antichissima: basta pensare al mito della caverna di Platone o al “genio maligno” di Cartesio. La versione moderna, però, ha una data precisa: nel 2003 il filosofo svedese Nick Bostrom pubblica un articolo intitolato Are You Living in a Computer Simulation?. Il suo ragionamento è questo: se un giorno una civiltà sarà capace di simulare interi mondi e vorrà farlo, allora le simulazioni saranno moltissime e i mondi “veri” pochissimi. A quel punto, statisticamente, è più probabile che siamo in una simulazione.

Nel frattempo, nel 1999, era uscito Matrix, che aveva già dato a tutti un’immagine perfetta di cosa significhi vivere in un mondo finto. E nel 2016 Elon Musk ha dichiarato che, secondo lui, la probabilità di vivere nella realtà “di base” è di una su miliardi.

Perché affascina

Perché è una teoria che non si può né dimostrare né smentire, ed è proprio questo il suo fascino. Mescola filosofia, scienza e videogiochi, e trasforma ogni piccola stranezza quotidiana in un possibile indizio. Su internet è nato un intero genere di post e video dedicati ai “glitch nella Matrix”: persone che giurano di aver visto la stessa scena ripetersi due volte o un’auto sparire nel nulla.

Cosa ne pensa il resto di internet

Qui il dibattito è più serio del solito. Molti fisici fanno notare che simulare un intero universo nei minimi dettagli richiederebbe una potenza di calcolo difficile anche solo da immaginare, e che una teoria impossibile da verificare non è scienza. Altri la considerano un esperimento mentale interessante, utile per riflettere su cosa sia la realtà. E poi c’è chi risponde con la domanda più pratica di tutte: anche se fosse una simulazione, cambierebbe qualcosa?

Nota di Idee Confuse: qui raccontiamo teorie che circolano su internet, per curiosità e senza giudicarle. Raccontarle non significa che siano vere: prendetele per quello che sono, idee molto ma molto confuse.

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