Conoscete qualcuno di Bielefeld? Ci siete mai stati? Conoscete qualcuno che ci è stato? Se avete risposto “no” a tutte e tre le domande, complimenti: avete appena superato il test della cospirazione di Bielefeld, la teoria secondo cui questa città della Germania semplicemente non esiste.
Cosa sostiene la teoria
Bielefeld, nella Renania Settentrionale-Vestfalia, sarebbe una finzione tenuta in piedi da misteriosi “Loro” (in tedesco SIE, rigorosamente in maiuscolo). Chi siano non è chiaro: a seconda delle versioni si parla di servizi segreti, di extraterrestri o della CIA. Le cartine, i cartelli stradali e la stazione sarebbero tutti parte della messinscena, e chi dice di venire da lì sarebbe un complice.
Dove è nata
Nel 1994 l’informatico Achim Held sente nominare Bielefeld per la prima volta a una festa e scherza sul fatto che, in fondo, una città del genere potrebbe anche non esistere. Poco dopo pubblica la sua “teoria” su Usenet, uno dei primi spazi di discussione di internet, proprio per prendere in giro i complottisti che già allora affollavano la rete. Le tre domande del test diventano un tormentone e la battuta si diffonde in tutta la Germania.
Perché affascina
Perché funziona davvero: Bielefeld è una città grande ma poco famosa, e moltissimi tedeschi non saprebbero dire nulla di lei. La teoria è diventata così popolare che perfino Angela Merkel, durante un discorso, ci ha scherzato sopra parlando di Bielefeld “ammesso che esista”. E la città stessa ha deciso di stare al gioco: nel 2019 ha offerto un milione di euro a chiunque fosse riuscito a dimostrare in modo inconfutabile che Bielefeld non esiste.
Cosa ne pensa il resto di internet
Il premio, ovviamente, non è mai stato vinto. Per la maggior parte delle persone la teoria è sempre stata uno scherzo, e i suoi abitanti la usano ormai come biglietto da visita. Per i veri appassionati, invece, il fatto che nessuno abbia ritirato il milione è la prova definitiva: chi ha scoperto la verità non può parlare.
Nota di Idee Confuse: qui raccontiamo teorie che circolano su internet, per curiosità e senza giudicarle. Raccontarle non significa che siano vere: prendetele per quello che sono, idee molto ma molto confuse.


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